Partendo dal concetto che il corpo e la mente fanno parte di un unico sistema e che l’uno influenza l’altro all’interno di una relazione circolare, questo approccio tende ad avere una visione olistica della persona lavorando contemporaneamente su entrambe le dimensioni.

Il corpo conserva una memoria storica degli eventi traumatici creando delle difese fisiche come ad esempio tensioni muscolari per far fronte ad essi e che inevitabilmente hanno un effetto sulla sfera psichica influenzando l’atteggiamento mentale e comportamentale nei confronti della vita quotidiana. Allo stesso modo le nostre convinzioni, i nostri pensieri e disagi psichici si riversano sul corpo nel tentativo di creare una barriera di difesa tra gli stimoli esterni, considerati nocivi, e le nostre percezioni.

Un esempio sono le tensioni a livello oculare ed occipitale che impediscono il libero sfogo di un pianto represso o le tensioni toraciche e del diaframma che impediscono una respirazione libera come ad esempio nelle situazione di ansia o depressione.

La presa di consapevolezza delle reazioni che il corpo mette in atto nelle varie situazioni di disagio psichico permette un più rapido processo di gestione dei sintomi e successivamente di guarigione. Viceversa, partendo da un approccio che pone l’attenzione sulle difese che la mente mette in atto per far fronte alle diverse situazioni il percorso diventa inevitabilmente più lungo in quanto “la mente mente” e la tendenza è quella di razionalizzare le risposte all’ambiente che ci circonda e di giustificare le risposte fisiche ad esso, ad esempio mal di testa, gastriti, sfoghi cutanei considerandole come reazioni somatiche “normali” e spesso trascurabili.