Dipendenza da smartphone. La nomofobia.

Nomofobia

Forse soffrite di “Nomofobia” oppure della “Phantom vibration syndrome”

 

Sono questi i termini introdotti negli ultimi anni per definire la dipendenza che in alcuni casi si può sviluppare nei confronti delle nuove tecnologie.
Sappiamo tutti i grandi vantaggi che la rivoluzione tecnologica ha portato ed ancora porta al miglioramento della nostra vita, dall’utilità nel lavoro a quella nella comunicazione, dall’informazione alla condivisione.
Spesso però un utilizzo sbagliato se non addirittura patologico porta con sé risvolti negativi che minano la nostra salute fisica e psicologica.

Questo è il caso di quella che oggi viene definita “Nomofobia”, acronimo di no-mobile-phone phobia, si riferisce alla sensazione di panico e disperazione quando si è lontani dal proprio smartphone, all’impossibilità di rispondere, accedere ai social networks e controllare costantemente il telefonino per vedere se sono arrivate nuove notifiche, sms, e-mail.

I sintomi che si associano a questa condizione sono l’ansia, la tachicardia, alterazioni respiratorie, tremori, sudorazione, il panico, la paura e la depressione. (1)

Sono sintomi che si associano spesso ad altre forme di dipendenza e che hanno spinto alcuni ricercatori italiani a proporre di inserire questa classificazione nel manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. (2)

 

Come possiamo capire se questa condizione riguarda anche noi?.

 

Alcuni atteggiamenti e comportamenti possono fornirci segnali importanti. Provate a rispondere alle seguenti domande per avere una visione più chiara del fenomeno:

– Vi sentite ansiosi quando non avete lo smartphone vicino a voi, quando la batteria si stà scaricando o non avete più credito?

– Controllate costantemente il telefono per vedere se ci sono nuove notifiche, sms, mail, o sentite il bisogno di rispondere immediatamente?

– Avete sentito il cellulare vibrare o suonare ma non era vero? È questa la “Phantom vibration syndrome” (Sindrome da vibrazione fantasma) e si riferisce alla sensazione di sentire il telefono vibrare quando ad esempio lo si tiene in tasca, o “Phantom ringing” (Squillo fantasma) legata, invece, alla sensazione di sentire il telefono suonare e che può essere sperimentata ad esempio mentre fate la doccia o guardate la televisione. Si tratta di “allucinazioni” motorie o udutive dovute ad un errata decodifica dello stimolo da parte del cervello, come ad esempio una vibrazione muscolare o un suono molto simile per frequenza allo squillo del telefono. Queste sensazioni sono comunque comuni a tutti noi ed il termine “allucinazione” non deve fare pensare ad un disturbo psichiatrico come ad esempio la psicosi.

– Non avete ascoltato la persona che vi stà parlando o non socializzate con amici, parenti perchè assorti nel controllare facebook, twitter, istagram, ecc.?

– Avete paura di rimanere poco informati se non potete accedere ad internet ed i suoi contenuti?

– Soffrite di difficoltà concentrazione o lamentate uno scarso rendimento perché rivolgete spesso l’attenzione al vostro telefono o al computer con il quale vi collegate ad internet?

Se la risposta è si a tutte queste domande non significa che avete una dipendenza ma che probabilmente vi è la necessità di indagare in modo più approfondito la situazione con l’aiuto di un professionista e valutare il grado di coinvolgimento.

 

Quali sono i fattori di rischio che favoriscono lo svilupparsi di questa patologia?

 

Diversi studi riportano le caratteristiche che favoriscono lo svilupparsi di una dipendenza da cellulare ed in particolare dalle applicazioni che permettono un costante contatto con gli altri come i social network.

Due di questi (3) riportano l’età, la depressione,uno scarso controllo degli impulsi, una bassa autostima e l’estroversione sia fattori che influiscono.

Uno studio (4) sulla relazione tra i tratti di personalità ed un uso problematico del cellulare riporta sempre l’estroversione, in quanto le persone estroverse sono più loquaci e socievoli di natura, la bassa autostima ed un’alta motivazione all’approvazione, basti pensare ai “mi piace” di facebook e i “follower” di twitter, ed una bassa apertura alle esperienze indicando come le persone dipendenti dal cellulare sono fortemente riluttanti a lasciare i propri telefoni per evitare le emozioni negative come la depressione e l’isolamento.

Un’ulteriore studio (5) indica altri fattori che incorrono nello sviluppo di questa dipendenza tra i quali uno scarso reddito familiare, possedere un telefono prima dei 13 anni ed un uso quotidiano superiore alle 5 ore. Inoltre questo studio rileva come la dipendenza dal telefono influisca negativamente sulle qualità del sonno.

 

Quali sono le misure da adottare quando riteniamo di fare un uso eccessivo del telefono cellulare, delle applicazioni di internet ed i social network?

 

Gli studiosi sono concordi sul fatto che è necessario mettere in atto comportamenti, ed ancor più a trovare una motivazione nel metterli in atto, che modifichino il nostro atteggiamento nei confronti dei dispositivi che utilizziamo.

In un articolo rilasciato a psychologytoday.com, il dr. Dale Archer suggerisce alcune regole che dobbiamo imporci autonomamente:

smettere di inviare messaggi mentre si guida.
non portare dispositivi elettronici in bagno
non controllare il telefono prima di addormentarsi
Spegnere lo smartphone durante un’uscita con gli amici o un appuntamento
lasciare a casa il telefono.

Oltre a questi può rivelarsi utile stabilire un tempo massimo di utilizzo così come un numero massimo di SMS.

Ricominciare ad utilizzare un orologio da polso evitando così di utilizzare quello del telefono e ricadere nell’atteggiamento del controllo costante del telefono.

Limitare le funzioni del telefono e le sue applicazioni. Paradossalmente in questo caso sono state create delle applicazioni che si propongono di venire in nostro aiuto. Tra queste, Checky e Moment sono nati per monitorare ed avvertirci del tempo che spendiamo nell’utilizzo del nostro smartphone.

Restate connessi..ma senza esagerare!

 

 

Riferimenti:

(1) “Nomophobia”: impact of cell phone use interfering with symptoms and emotions of individuals with panic disorder compared with a control group.
King AL, Valença AM, Silva AC, Sancassiani F, Machado S, Nardi AE.
Clin Pract Epidemiol Ment Health. 2014 Feb 21;10:28-35. doi: 10.2174/1745017901410010028. eCollection 2014.
PMID: 24669231 [PubMed]

(2) A proposal for including nomophobia in the new DSM-V.
Bragazzi NL, Del Puente G.
Psychol Res Behav Manag. 2014 May 16;7:155-60. doi: 10.2147/PRBM.S41386. eCollection 2014.
PMID: 24876797 [PubMed]

(3) A preliminary investigation into the prevalence and prediction of problematic cell phone use.
Smetaniuk P.
J Behav Addict. 2014 Mar;3(1):41-53. doi: 10.1556/JBA.3.2014.004. Epub 2014 Feb 3.
PMID: 25215213 [PubMed]

(4) Problematic mobile phone use and big-five personality domains.
Takao M.
Indian J Community Med. 2014 Apr;39(2):111-3. doi: 10.4103/0970-0218.132736].
PMID: 24963228 [PubMed]

(5) Evaluation of mobile phone addiction level and sleep quality in university students.
Sahin S, Ozdemir K, Unsal A, Temiz N.
Pak J Med Sci. 2013 Jul;29(4):913-8.
PMID: 24353658 [PubMed]